sabato 26 novembre 2011

Il nuoto in gravidanza


Visto che l’ argomento è sia molto delicato e molto vasto, cercherò di abbordarlo con cautela e non fare la sapientona.
Sarebbe  consigliabile che ogni madre in procinto di affrontare una gravidanza, consultasse un medico prima di iniziare qualunque attività fisica.
In caso di assoluta normalità ogni donna dovrebbe essere non soltanto autorizzata, ma motivata e incentivata a svolgere attività fisica sia prima, sia durante, sia dopo la gravidanza.
La parola d’ ordine nell’ attività fisica in gravidanza dovrebbe essere la moderazione, visto che un'attività fisica eccessiva da parte della madre potrebbe consumare troppo ossigeno e nutrimento, causando una riduzione dell'afflusso di sangue alla placenta, un ridotto apporto di glucosio o una situazione di ipertermia del feto.
Di solito si consiglia di effettuare attività fisica nei momenti freschi della giornata, cercando di reintegrare bevendo molto, l'acqua che si espelle con la traspirazione.
Si può affermare che il nuoto, ed il lavoro in piscina in genere, rappresenta l'attività più consigliata .
Nuotare con regolarità in gravidanza rappresenta uno strumento valido per migliorare la qualità del sonno e facilitare il rilassamento; ed il riposo rappresenta un fattore estremamente importante non solo per un qualsiasi individuo nella vita di ogni giorno, ma anche ed in  particolare per una donna in gravidanza.
Nella mamma, l'acqua favorisce il rilassamento e l'isolamento da stimoli esterni, facilitando un maggior contatto con la sua parte più intima ed aiuta la gestante a tralasciare la componente razionale e ad abbandonarsi al proprio istinto.
L’ attività fisica svolta in gravidanza riduce la percezione del dolore durante il travaglio, grazie alla secrezione costante e per tutto il periodo della gestazione, di beta-endorfine, sostanze in grado di innalzare la soglia personale di tolleranza al dolore.
L'aumento di massa corporea rappresenta un sovraccarico progressivo nel caso di attività fisiche come camminare, correre o salire le scale. La capacità di muoversi della donna si riduce e si verifica un cambiamento nel centro di gravità corporeo, con un'accentuazione della lordosi ed uno sbilanciamento in avanti. Si sottolinea e si ricorda che questa situazione, associata al rilassamento dei tessuti e ad una maggiore debolezza delle articolazioni, espone al rischio di traumi.
Il lavoro in acqua, praticato con la dovuta moderazione, permette di evitare simili complicanze.

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