mercoledì 23 novembre 2011

Gli alimenti "light" - una vera trappola


Nella società moderna l’allungamento della vita media, la sedentarietà, l’alimentazione ipercalorica e soprattutto iperlipidica, lo scarso consumo di vegetali freschi e, quindi di fibra alimentare hanno favorito la crescita di insorgenze di malattie cronico-degenerative correlate all’alimentazione tra le quali obesità, malattie cardiovascolari e diabete.
 Modificare le abitudini alimentari non è sempre semplice; per questo, sebbene la migliore strada da percorrere sarebbe puntare a una sempre piu’ capillare divulgazione di linee guide per la pratica di una sana e corretta alimentazione, l’industria alimentare ha colto l’occasione per proporre una gamma di prodotti alimentari “alleggeriti” di specifici nutrienti.
Gli alimenti light sono prodotti alimentari a valore calorico ridotto rispetto ai loro equivalenti tradizionali. Le sostanze che solitamente vengono ridotte sono: grassi, zuccheri semplici, alcool e colesterolo. Per mantenere le qualità organolettiche (il sapore e la consistenza) bisogna aggiungere additivi: aromatizzanti, emulsionanti, gelificanti, dolcificanti o conservanti (questi ultimi sono necessari se l’alimento viene trattato effettuando una vera e propria diluizione dei nutrienti tramite aggiunta di acqua che lo rende piu’ deteriorabile sotto il profilo microbiologico).
 “L’ alleggerimento “ degli alimenti si può ottenere tramite :
  -  sostituzione dei grassi con proteine vegetali, amidi modificati (amidi che vengono trattati chimicamente e che influiscono sulla consistenza dell’alimento a cui vengono aggiunti) o altro;
  -  sostituzione del saccarosio con edulcoranti acalorici (additivi alimentari con azione dolcificante e potere calorico quasi nullo);
   - aggiunta di acqua;
   - aggiunta di aria, tecnologia che prende il nome di “insufflazione”.

Nello specifico i grassi vengono spesso sostituiti con un prodotto di natura proteica che prende il nome di SIMPLESSE con la capacità di conferire all’alimento la consistenza e la morbidezza tipica dei grassi ma con un apporto di solo 1-2 kcal/gr. contro le 9 kcal/gr. dei grassi.
Dal punto di vista nutrizionale i prodotti light possono sostituire alcuni cibi ricchi di grassi o zuccheri, ma solo un esperto può valutarne il reale vantaggio, dopo un esame complessivo dell’alimentazione quotidiana.
Il problema sta nell’evitare la trappola della parola light: una patatina fritta anche se “low fat” rimane sempre una patatina fritta.
Molte volte le caratteristiche intrinseche di un prodotto alimentare light ci porta a consumarne razioni considerevolmente superiori rispetto al medesimo prodotto alimentare “non light” con un conseguente aumento dell’introito calorico giornaliero.
Altra situazione potrebbe instaurarsi in associazione all’utilizzo di prodotti light, è la credenza errata che basti utilizzare tali prodotti alimentare per poter rimanere in forma trascurando le corrette linee guida per una sana e corretta alimentazione.
Ricordo inoltre che nonostante la riduzione del contenuto in grossa possa costituire un vantaggio dal punto di vista nutrizionale, i grassi costituiscono il veicolo attraverso cui sono assorbite le vitamine liposolubili e che l’acido linoleico e alfa-linolenico sono acidi grassi detti essenziali perché il nostro organismo non è in grado di sintetizzarli a livello endogeno e che quindi devono essere assunti con l’alimentazione in quanto indispensabili per il nostro benessere.
I prodotti light, quindi, possono essere utilizzati solo se in maniera attenta e intelligente ricordando che un formaggio anche se “light” rimane pur sempre un formaggio.

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