Ci capita quando ci paragoniamo con altri di sostenere di mangiare POCO, ma cosa significa questo poco?
Ognuno di noi ha una quantità di calorie che mantiene, abbassa o aumenta il nostro PERSONALE PESO ed è questo il riferimento da cui partire per qualsiasi miglioramento del nostro fisico.
Per sapere quanto tagliare di quello che mangiamo per perdere peso è FONDAMENTALE determinare il proprio TDEE. Il TDEE è la quantità di calorie che mantiene il peso corporeo COSTANTE e lo si calcola con un diario alimentare VERO tenuto per circa 3 settimane segnando con una applicazione TUTTO QUELLO CHE SI MANGIA E BEVE pensando tutto con una bilancia, senza ridurre nulla delle nostre abitudini alimentari.
Se dopo le 3 settimane, il peso non è aumentato, quello è il TDEE di partenza per qualsiasi inizio di trasformazione corporea.
Munitevi di un bilancino, scaricate l'applicazione desiderata e buon divertimento!!
lunedì 16 settembre 2019
martedì 17 ottobre 2017
M-am decis sa scriu si in limba romana :-)
Luasem o pauza, ce e drept lunga, dar m-am intors dupa o perioada de cursuri si experiente care mi-au schimbat complet punctul de vedere.
O sa incep sa va dezvalui ceeace altii nu stiu sau nu vor sa va spuna pentru a nu periclita vanzarile de fumuri care promit miracole!!
Vedem data viitoare cine e interesat!!
O sa incep sa va dezvalui ceeace altii nu stiu sau nu vor sa va spuna pentru a nu periclita vanzarile de fumuri care promit miracole!!
Vedem data viitoare cine e interesat!!
venerdì 20 gennaio 2012
Allenamenti uguali, risultati diversi !!
Viene spesso consigliato a chi a trascorso un lungo periodo di sedentarietà o ha accumulato avvolte anche tanti chili di troppo : la camminata.
Per chi la macchina la usa pure per attraversare la strada, può funzionare, MA SOLO ALL’ INIZIO !!.
Camminare 30 min. al giorno fa benissimo alla salute, ma non si può sperare di dimagrire più di qualche etto.
Per consumare calorie bisogna portare il ritmo cardiaco ad un certo livello chiamato fascia lipolitica (per chi vuole perdere grasso).
All’ inizio, anche con la camminata, si può raggiungere quel ritmo cardiaco, ma dopo non molto, chi monitorizza accuratamente il battito cardiaco con un cardiofrequenzimetro, noterà che dovrà aumentare la velocità di camminata iniziale, per raggiungere lo stesso battito di prima.
Dopo un altro periodo ( se l’ allenamento continua) la camminata si dovrà trasformare in corsa lenta per lo stesso motivo.
Questo accade perché il corpo si abitua allo sforzo e tende di consumare meno possibile. Più si è allenato, meno si consuma.
2 persone, stesso sesso, età, altezza, peso, una allenata e una sedentaria che corrono la stessa distanza alla stessa velocità consumano una quantità diversa di energia. Il primo arriva rilassato, il secondo con la lingua fuori. Chi ha consumato di più ?? certamente quello sedentario.
Andare a fare le stesse cose (camminata o corsa lenta) porta ad uno stagno, bisogna diversificare gli allenamenti, variare la velocità, correre in salita-discesa.
E’ molto importante anche il tempo di riposo. Ammazzarsi di allenamento sperando in risultati immediati, magari di recuperare gli anni di sedentarietà, porta solo al fermo, perché la stanchezza non si può ignorare.
Bisogna trovare un equilibrio tra un allenamento vario e lentamente progressivo e una alimentazione adeguata.
Non esiste una formula valida per tutti, il corpo non è una macchina, sono troppe variabili da tenere in considerazione. Non tutto quello che mangiamo si assimila e non tutto quello che viene conteggiato come calorie consumate in base ad una determinata attività fisica (tapis roulant, cyclette e altro) si consumano in realtà.
Per chi la macchina la usa pure per attraversare la strada, può funzionare, MA SOLO ALL’ INIZIO !!.
Camminare 30 min. al giorno fa benissimo alla salute, ma non si può sperare di dimagrire più di qualche etto.
Per consumare calorie bisogna portare il ritmo cardiaco ad un certo livello chiamato fascia lipolitica (per chi vuole perdere grasso).
All’ inizio, anche con la camminata, si può raggiungere quel ritmo cardiaco, ma dopo non molto, chi monitorizza accuratamente il battito cardiaco con un cardiofrequenzimetro, noterà che dovrà aumentare la velocità di camminata iniziale, per raggiungere lo stesso battito di prima.
Dopo un altro periodo ( se l’ allenamento continua) la camminata si dovrà trasformare in corsa lenta per lo stesso motivo.
Questo accade perché il corpo si abitua allo sforzo e tende di consumare meno possibile. Più si è allenato, meno si consuma.
2 persone, stesso sesso, età, altezza, peso, una allenata e una sedentaria che corrono la stessa distanza alla stessa velocità consumano una quantità diversa di energia. Il primo arriva rilassato, il secondo con la lingua fuori. Chi ha consumato di più ?? certamente quello sedentario.
Andare a fare le stesse cose (camminata o corsa lenta) porta ad uno stagno, bisogna diversificare gli allenamenti, variare la velocità, correre in salita-discesa.
E’ molto importante anche il tempo di riposo. Ammazzarsi di allenamento sperando in risultati immediati, magari di recuperare gli anni di sedentarietà, porta solo al fermo, perché la stanchezza non si può ignorare.
Bisogna trovare un equilibrio tra un allenamento vario e lentamente progressivo e una alimentazione adeguata.
Non esiste una formula valida per tutti, il corpo non è una macchina, sono troppe variabili da tenere in considerazione. Non tutto quello che mangiamo si assimila e non tutto quello che viene conteggiato come calorie consumate in base ad una determinata attività fisica (tapis roulant, cyclette e altro) si consumano in realtà.
sabato 14 gennaio 2012
Prepararsi dalla giovane età per rimanere in forma fino alla fine dei nostri giorni
Quando si è giovani, giustamente non si pensa nemmeno per un attimo come sarà quando arriverà la vecchiaia.
Il concetto di anziano è relativo perché ogni uno di noi è più anziano o più giovane di qualcuno.
L’ invecchiamento inizia immediatamente dopo la fase di crescita e maturità ( intorno a 25 anni) quando il corpo è all’ apogeo della sua forza fisica.
Purtroppo la vita moderna con il suo benessere eccessivo non ha portato solo benefici, ma anche problemi. La vita media si è allungata, ma sono apparse anche molte malattie e non solo agli anziani, ma anche ai giovani e bambini, malattie che nei paesi poveri non esistono proprio. Ti viene la rabbia quando senti parlare di chi si provoca il vomito per dimagrire quando ci sono milioni che non hanno un pezzo di pane.
Una minima parte di queste malattie è dovuta a cause genetiche, ma la stragrande maggioranza ha come cause l’ alimentazione (in particolare dei bambini in fase di crescita) e lo stile di vita a tutte le età. Sono esplosi problemi come le intolleranze alimentari, allergie, diabete giovanile, obesità, anoressia/bulimia con annessi e connessi e tutte le conseguenze di tutto ciò.
L’ eccesso di dolci, grassi e proteine nella fase di crescita, più l’ uso di disinfettanti, pulizia maniacale delle mamme, riscaldamento e raffreddamento degli ambienti, mancanza di attività fisica all’ aperto porta a obesità, allergie, malattie respiratorie.
Molte di queste malattie il bambino se le porterà avanti per tutta la vita. I genitori hanno una colpa importante.
Gli adulti con un passato da bambino in sovrappeso o obeso avrà spesso problemi di peso, in casi gravi per tutta la loro vita. E poi, un conto è perdere peso a 20 anni e un’ altro a 40-50 anni e non si tratta solo di un problema estetico. In America le persone con una circonferenza del girovita oltre un certo limite non vengono assunte, ma non per bellezza, ma perché sono a rischio malattie cardio-vascolari.
La gravidanza anche è un periodo della vita in cui ci si ingrassa, perché con la scusa del bimbo, si perde il freno del mangiare. Ancora oggi qualcuno considera necessario mangiare per 2 durante la gravidanza. Se poi le gravidanze sono più di 1, si aggiungono chili ad altri chili e non si riesce più a tornare alla normalità. E poi si arriva a 40-50 anni con 20 chili o più da smaltire, impresa molto ardua, molte rinunciano.
Quando arriva la menopausa i problemi crescono esponenzialmente e veramente chi c’è la fa merita un premio di volontà.
Avere una alimentazione sana e bilanciata, fare sport per tutta la vita non è difficile. Lo ripetano in tutte le salse con tutti i mezzi di comunicazione, ma il percentuale di persone in sovrappeso continua ad aumentare. I decessi dovuti alle malattie cardiovascolari sono i più diffusi anche fra i 40-enni e 50-enni.
Hanno più successo le pubblicità ai prodotti miracolosi, pasticche magiche, beveroni sostituenti che ti permettono di magiare tutto quello che vuoi senza ingrassare, ma non specificano gli effetti collaterali dannosi. Si sono costruiti imperi milionari questi venditori, mentre l’ obesità continua ad aumentare e fare vittime tutti i giorni. Questo perché lasciare la poltrona e andare in palestra è scomodo, mangiare di meno non se ne parla.
Avere un bel corpo snello, tonico e armonioso, un viso luminoso e sorridente a 60-anni e anche più in là, non è un miracolo, ma bisogna prepararsi prima !!!
Il concetto di anziano è relativo perché ogni uno di noi è più anziano o più giovane di qualcuno.
L’ invecchiamento inizia immediatamente dopo la fase di crescita e maturità ( intorno a 25 anni) quando il corpo è all’ apogeo della sua forza fisica.
Purtroppo la vita moderna con il suo benessere eccessivo non ha portato solo benefici, ma anche problemi. La vita media si è allungata, ma sono apparse anche molte malattie e non solo agli anziani, ma anche ai giovani e bambini, malattie che nei paesi poveri non esistono proprio. Ti viene la rabbia quando senti parlare di chi si provoca il vomito per dimagrire quando ci sono milioni che non hanno un pezzo di pane.
Una minima parte di queste malattie è dovuta a cause genetiche, ma la stragrande maggioranza ha come cause l’ alimentazione (in particolare dei bambini in fase di crescita) e lo stile di vita a tutte le età. Sono esplosi problemi come le intolleranze alimentari, allergie, diabete giovanile, obesità, anoressia/bulimia con annessi e connessi e tutte le conseguenze di tutto ciò.
L’ eccesso di dolci, grassi e proteine nella fase di crescita, più l’ uso di disinfettanti, pulizia maniacale delle mamme, riscaldamento e raffreddamento degli ambienti, mancanza di attività fisica all’ aperto porta a obesità, allergie, malattie respiratorie.
Molte di queste malattie il bambino se le porterà avanti per tutta la vita. I genitori hanno una colpa importante.
Gli adulti con un passato da bambino in sovrappeso o obeso avrà spesso problemi di peso, in casi gravi per tutta la loro vita. E poi, un conto è perdere peso a 20 anni e un’ altro a 40-50 anni e non si tratta solo di un problema estetico. In America le persone con una circonferenza del girovita oltre un certo limite non vengono assunte, ma non per bellezza, ma perché sono a rischio malattie cardio-vascolari.
La gravidanza anche è un periodo della vita in cui ci si ingrassa, perché con la scusa del bimbo, si perde il freno del mangiare. Ancora oggi qualcuno considera necessario mangiare per 2 durante la gravidanza. Se poi le gravidanze sono più di 1, si aggiungono chili ad altri chili e non si riesce più a tornare alla normalità. E poi si arriva a 40-50 anni con 20 chili o più da smaltire, impresa molto ardua, molte rinunciano.
Quando arriva la menopausa i problemi crescono esponenzialmente e veramente chi c’è la fa merita un premio di volontà.
Avere una alimentazione sana e bilanciata, fare sport per tutta la vita non è difficile. Lo ripetano in tutte le salse con tutti i mezzi di comunicazione, ma il percentuale di persone in sovrappeso continua ad aumentare. I decessi dovuti alle malattie cardiovascolari sono i più diffusi anche fra i 40-enni e 50-enni.
Hanno più successo le pubblicità ai prodotti miracolosi, pasticche magiche, beveroni sostituenti che ti permettono di magiare tutto quello che vuoi senza ingrassare, ma non specificano gli effetti collaterali dannosi. Si sono costruiti imperi milionari questi venditori, mentre l’ obesità continua ad aumentare e fare vittime tutti i giorni. Questo perché lasciare la poltrona e andare in palestra è scomodo, mangiare di meno non se ne parla.
Avere un bel corpo snello, tonico e armonioso, un viso luminoso e sorridente a 60-anni e anche più in là, non è un miracolo, ma bisogna prepararsi prima !!!
giovedì 15 dicembre 2011
La scusa della ritenzione idrica
Spesso l’
aumento di peso e la cellulite vengono
viste come conseguenze della ritenzione idrica, soprattutto con l’ età.
Anche la
pillola è colpevolizzata (non incide di più di 1 chilo).
A parte
certi casi patologici ( insufficienza renale o cardiaca, patologie alla vescica
o al fegato, ipertensione, linfedema), la ritenzione idrica non può aumentare
il peso di più di 2-4% .
Avere un percentuale
maggiore di acqua nei tessuti è una cosa positiva, visto che il muscolo è
composto da 75% di acqua (invece il grasso di solo 50%). I sportivi agonistici
hanno un buon 5% di acqua in più di una persona normale.
Il
percentuale normale per una donna è 50-55%.
Ecco perché
determinare il percentuale di acqua corporea pesandosi con la bilancia
impendenziometrica non è sempre rilevante nel dimagrimento. Il problema non è
avere un certo percentuale di acqua corporea, ma come questo è distribuito.
Un buon modo
per verificare la ritenzione idrica è di misurare il peso specifico delle
urine.
Può essere
che in una persona il percentuale di acqua risulta normale, ma ha le gambe
gonfie, (o viso gonfio), avvolte può risultare anche lievemente disidratata.
Il gonfiore
è dovuto soprattutto al tessuto adiposo in eccesso.
Le donne
bevono poco per natura, soprattutto quando non fa caldo, quindi è un grave
errore assumere prodotti diuretici per dimagrire.
Si tratta di
una ritenzione circolatoria, una stagnazione venosa, la lentezza della circolazione
linfatica, cosa che non si risolva con i diuretici.
La soluzione
è molto semplice : per avere un netto miglioramento occorre veramente una vita sana
e una vita sana è l’ insieme di diverse situazioni.
La vita sana
- Stranamente non soffrono di ritenzione idrica quelle donne che:
- praticano regolarmente sport;
- seguono costantemente un'alimentazione
sana e ipocalorica;
- non bevono
- non fumano
È chiaro che
nella vita sana occorre crederci: praticare sport non significa andare un'ora
in palestra tutti i giorni parlando con le amiche, sudando poco e al massimo
facendo un quarto d'ora di esercizi. Né vale mangiare cibi sani, se poi ci si
permette una quantità impressionante di calorie.
lunedì 12 dicembre 2011
Sudare fa dimagrire ??
Il ruolo
principale della sudorazione è legato alla termoregolazione, ossia è uno dei
meccanismi attraverso il quale il nostro organismo disperde calore ed abbassa
la sua temperatura quando questa è eccessiva.
In secondo
luogo tramite il sudore vengono eliminare sostanze di scarto come l’acido
lattico e l’urea.
Il centro
deputato al coordinamento dei meccanismi di termoregolazione si trova
nell’ipotalamo ed il suo funzionamento è volto al mantenimento dell’omeostasi,
tendendo verso una temperatura di riferimento di circa 37°C.
Ne consegue
che tramite il sudore disperdiamo calore, quando ad esempio la temperatura
esterna è elevata o, nel nostro caso, quando la nostra temperatura è innalzata
a causa dello sforzo fisico, ma non consumiamo assolutamente grassi di
deposito, i quali invece vengono utilizzati come substrato energetico per
fornire energia destinata alla contrazione muscolare.
Si sente
spesso che più si suda, più si dimagrisce E via allora con panciere in tessuti
sintetici, tute in neoprene, giubbotti antipioggia e qualsivoglia altro mezzo
che impedisca alla cute di traspirare costringendoci a sudare di più nella
convinzione che così si “sciolgano” i grassi!
La
consuetudine quindi di coprire la superficie corporea per aumentare la
sudorazione è dunque dannosa, oltre che inutile ai fini del dimagrimento,
perché impediamo così facendo che il calore si disperda.
Tramite la
sudorazione non si “scioglie” né si “brucia” grasso, in quanto il sudore è
prevalentemente costituito da acqua e ioni disciolti e non da grasso, con la
prevalente funzione di disperdere calore.
Analizziamo
un po’ la c composizione
del sudore
Il sudore
dal punto di vista chimico è un composto costituito da acqua e minerali in essa
disciolti sotto forma di ioni (sodio, cloro e potassio prevalentemente, tracce
di magnesio, rame, ferro), vitamine, ormoni, urea, creatinina, aminoacidi,
acido lattico e glucosio). Non vi sono dunque tracce di grassi!
La perdita
idrica del resto va quanto più prontamente reintegrata, per evitare stati di
disidratazione conseguenti a sudorazioni abbondanti, soprattutto se
contemporaneamente esposti a calore (ad esempio corsa sotto il sole cocente!);
allo stesso modo vanno reintegrati i sali eliminati con il sudore.
Inutile ed
oltremodo dannoso risulta quindi indossare abiti eccessivamente pesanti,
allenarsi con elevati livelli di umidità e calore, coprirsi con sostanze e
tessuti sintetici. In questo modo infatti oltre che provocare una sudorazione
eccessiva con rischio di disidratazione, si impedisce alla pelle di traspirare
e si intrappola il calore tra cute e tessuto senza possibilità di disperderlo
efficacemente.
Allo stesso
modo non bisogna neanche lasciarsi ingannare da “benefici” trattamenti,
sicuramente salutari per altri motivi ma inutili ai fini del dimagrimento, come
saune e bagni turchi (se fossero utili in tal senso basterebbe stendersi a
prendere il sole ad agosto sotto il sole cocente e dimagrire stando immobili a
sudare!).
sabato 10 dicembre 2011
Borse e occhiaie
Con il
passare del tempo e lo stile di vita non sempre regolare, la pelle intorno agli
occhi è soggetta a continui cambiamenti come la riduzione della secrezione
sebacea, l'incremento della secchezza cutanea e la diminuzione del tono
muscolare; di conseguenza si assiste ad un assottigliamento della cute della
palpebra con perdita di elasticità che comporta la comparsa di piccole rughe,
occhiaie e borse.
La comparsa
dell'alone bluastro, è dovuto in parte alla sottostante rete di vasi sanguigni,
dove ristagna il sangue venoso e la linfa e in parte all'accumulo di
pigmento(melanina).
Le borse
invece, si accentuano con il progredire dell'età: la cute palpebrale inferiore
rilassandosi tende a formare un vero e proprio "sacco" di pelle, il
quale si posa sullo zigomo per effetto della gravità. Disordini del
microcircolo, ritenzione idrica con conseguente accumulo di tossine e liquidi
nella zona sott'oculare, sono tutti fattori che portano alla comparsa delle
borse sotto gli occhi. Per questo occorre fin da giovani avere un riguardo
particolare per questa zona del nostro corpo, alla quale spesso non viene
attribuita la giusta importanza
E' opportuno
quindi puntare sulla prevenzione con alcuni accorgimenti.
Indossare
cappellini con visiera e occhiali con le lenti protettive (che assorbono e
riflettono i raggi ultravioletti), ci evita di corrugare occhi e fronte, ma è
importante anche l'applicazione di cosmetici per il contorno occhi, sotto forma
di emulsioni o gel arricchiti di principi attivi antiossidanti, idratanti e
lenitivi.
Per quanto
riguarda la fragilità capillare è possibile ridurla rinforzando le pareti
vasali attraverso il rispetto di regole salutari come:
1) dormire
circa otto ore per notte
2) evitare
situazioni di stress termico (lavaggi del viso con acqua bollente o esposizione eccessiva al sole) o mecanico(sfregamento continuo degli occhi)
3) smettere
di fumare poiché la nicotina interferisce negativamente con le irrorazioni
sanguigne del contorno occhi
4) seguire
un'alimentazione sana e corretta eliminando cibi grassi e ricchi di sale
5) non stare
troppe ore davanti al computer poiché gli occhi potrebbero stancarsi
Ginnastica
per il contorno occhi
1. Appoggia
l'indice e il medio di entrambe le mani sulle sopra ciglia nella parte esterna,
(verso le tempie), tirando leggermente la pelle verso la fronte ed esercitando
una leggera pressione.
2. Socchiudi
le palpebre fino a che non senti che vibrano e "tirano", quindi
ridistendetele lentamente.
Fai questo movimento per 20 volte 2 volte al
giorno, al mattino e alla sera.
In più è molto importante utilizzare una buona crema idratante che nutre la pelle e la protegge dalla disidratazione.
mercoledì 7 dicembre 2011
Integratori, veramente utili ?? parte terza
Integratori
vitaminici e di sali minerali
Salvo
particolari situazioni, il fabbisogno giornaliero di tali sostanze è largamente
soddisfatto da una dieta ricca di frutta e verdura, gli integratori salini sono
tra i più largamente diffusi in ambito sportivo e purtroppo lo sono con false
convinzioni. Sarebbe, perciò, opportuno informare gli atleti e più in generale
tutti gli sportivi che l’integrazione non ha alcun beneficio sulla prestazione
come in tanti credono ma garantiscono solo un ripristino di quelle perdite che
si hanno soprattutto in caso di allenamenti lunghi ed intensi.
NON DATE AI
BAMBINI QUESTE BEVANDE SOLO PERCHE’ HANNO SUDATO D’ ESTATE !!!!!
I sali
minerali si differenziano in macro e in micro, mentre i primi (sodio, magnesio
potassio, cloro, zolfo e fosforo) sono facilmente introdotti con una corretta
alimentazione i micronutrienti (cromo, rame, iodio, ferro e zinco) sono più a
rischio a causa delle aumentate perdite che si hanno con le urine ma ancor più
con il sudore. E’ sconsigliato l’uso di preparati industriali.
Con
un’alimentazione varia e equilibrata, attenta a realizzare adeguate scelte su
gli alimenti da preferire, verrebbe garantito un giusto apporto non solo dei
macro ma anche dei micronutrienti.
Quanto
alle vitamine, attualmente non è stato scientificamente dimostrato che con una
moderata o intensa attività sportiva si abbia un aumento dell’utilizzo e
dell’eliminazione di questi composti. Dagli studi effettuati su soggetti
sportivi è stato infatti dimostrato che le perdite di feci e urine in tali
individui non risultano avere una concentrazione di vitamine maggiore rispetto
a soggetti sedentari. L’integrazione con complessi vitaminici resta perciò una
decisione da prendere con cautela e solo dopo uno studio approfondito dello
stato nutrizionale dell’individuo
Gli integratori, veramente utili ?? parte seconda
Gli
integratori glucidici
Si tratta di
bevande e/o barrette che garantiscono un carburante di pronto utilizzo durante
gli allenamenti, ma poiché contengono un elevata concentrazione di carboidrati
semplici e sempre bene non abusare di tali alimenti. La stragrande maggioranza
di questi, infatti, contiene elevate quantità di fruttosio.
A parità di
concentrazione rispetto ad alimenti a base di glucosio e/o saccarosio questo
zucchero può non soltanto recare un maggiore stress gastrointestinale ma anche
ridurre le prestazioni dell’atleta. Inoltre è importante sottolineare che l’uso
o meglio l’abuso di cibi a base di fruttosio determina l’aumento di acido urico
nell’organismo, cosa da non trascurare sia nel caso di soggetti gottosi sia in
soggetti sani che sono comunque a rischio per problemi articolari e stiramenti
tendinei.
Gli altri
componenti degli integratori sono le malto destrine, polimeri parzialmente
predigeriti che vengono facilmente assimilati dall’organismo e liberano
gradualmente il glucosio contenuto in esse. Sono per questo più opportuni di
zuccheri semplici come il saccarosio
(zucchero da cucina) che determinano invece picchi insulinemici.
Ma come già
accennato, è sempre bene non abusare di tali alimenti, per esempio è importante
non trascurare che gli zuccheri assunti in eccesso sono convertiti in grasso e
poi da nutrizionista io tendo sempre a consigliare un alternativa ai prodotti
confezionati che possiedono, si sa, non poche sostanze nocive, e allora che ne
dite di una appetitosa mela e perché no, una succulenta spremuta di arance?
Gli integratori, veramente utili ?? prima parte
Un’alimentazione
bilanciata, che prevede quindi un adeguato apporto calorico necessario per far
fronte al dispendio energetico che si ha nella pratica sportiva, è sufficiente
a soddisfare i fabbisogni nutrizionali. La condizione è però che si tratti di
un’alimentazione varia, cioè composta non solo da proteine, il cui fabbisogno è
sicuramente superiore ma anche da carboidrati, lipidi, fibre, sali minerali e
vitamine.
Per quanto
riguarda le proteine, per un adulto in buono stato di salute, la quantità
giornaliera da assumere è di 1 - 1,5 g per kg di peso corporeo, ma chi pratica
sport necessita di un introito proteico maggiore che può arrivare sino ad un
massimo di 2 g per kg di peso corporeo per gli atleti agonisti.
Per quanto
riguarda gli integratori di proteine tanto diffusi in ambito sportivo l’uso è
da farsi sempre dietro consiglio di un medico o di uno specialista che deve
valutare attentamente la reale necessità di tale integrazione. Infatti se è
certa la loro povertà nutrizionale, in quanto possiedono un alto contenuto di
proteine ma sono privi di tutti quei componenti come vitamine e minerali che si
trovano negli alimenti, è possibile che questi prodotti interferiscano con i
normali processi digestivi. Non è da trascurare, infatti, l’alto contenuto di
grassi che accompagnano gli alimenti ricchi di proteine.
E’ opportuno,
inoltre, sottolineare che apporti proteici superiori (siano essi derivanti
dalla dieta o dall’integrazione alimentare) non incrementano ne la prestazione
fisica, ne la massa muscolare. In realtà quello che accade è che, inizialmente
si ha una relazione lineare tra le proteine introdotte e la sintesi proteica e
quindi l’aumento delle dimensioni muscolari, ma in un secondo momento, cioè quando
la concentrazione delle proteine introdotte raggiunge livelli discreti, una
sovrabbondanza viene ossidata con l’eliminazione di ammoniaca attraverso i reni
che devono quindi lavorare maggiormente per eliminare l’eccesso di azoto
contenuto nelle proteine. Questo è anche il motivo per cui il consumo di
integratori proteici è controindicato in soggetti con insufficienza renale e/o
epatica.
Gli
integratori aminoacidi.
Tra gli
aminoacidi presenti in tali integratori si possono citare la valina e la
leucina, aminoacidi a catena ramificata (BCAA), che vengono direttamente
utilizzati dai muscoli a differenza degli altri il cui metabolismo avviene nel
fegato. Questi integratori potrebbero trovare un utilizzo negli allenamenti
lunghi e intensi ma anche in quelli di forza e resistenza in quanto l’organismo
catabolizza prontamente gli aminoacidi all’interno delle fibre muscolari per
far fronte al fabbisogno energetico Nel campo sportivo è di ampia diffusione il
consumo di un derivato di tipo aminoacido, la creatina.
La creatina
è un composto utilizzato per fini energetici a livello muscolare ed il cui
fabbisogno è di 2 g/die.
Il suo
utilizzo è reintegrato sia da una sintesi a livello pancreatico renale ed
epatico sia dall’apporto alimentare. Per quanto riguarda gli alimenti è
presente in quelli di origine animale ma il fabbisogno è soddisfatto dalla sola
sintesi endogena anche nel caso di una dieta vegetariana per cui resta ancora
poco comprensibile il motivo per cui si consiglierebbero agli atleti elevate
dosi giornaliere di tali integratori, cosa assai più bizzarra se si considera
che essi tendono già ad introdurre quantità elevate di proteine con
l’alimentazione. Sull’innocuità di tale integratore c’è da dire che sussistono
pareri ancora troppo controversi e discordanti per cui si sconsigliano
sovradosaggi e assunzioni prolungate; teoria maggiormente supportata se si
valuta che un dosaggio di 20 - 25 g al giorno (equivalente a 12 kg di carne)
può addirittura inibire la produzione endogena di creatina.
martedì 6 dicembre 2011
Cosce grosse, come risolvo ??
Quanti almeno una volta nella vita hanno affermato "sopra sto bene, è sotto che
vorrei dimagrire" o viceversa?
Bisogna
mettersi bene in testa che gli esercizi in palestra NON SONO UGUALI PER TUTTI
!!!
Un
professionista è a conoscenza del fatto che conoscere il biotipo
costituzionale, contribuisce ad ottenere validi risultati senza compromettere
la salute del cliente.
Lo scopo
dell'allenamento secondo il biotipo costituzionale (a mela o a pera) consiste nella contemporanea lipolisi, che
consiste nel “bruciare” i trigliceridi, nelle regioni dove c'è maggiore
localizzazione di grasso e tonificazione nelle regioni in cui invece ve ne è
meno.
Il biotipo a
mela soffre di obesità androide: definita anche come obesità viscerale,
fortemente correlata con il rischio di patologie cardiovascolari e diabete
mellito di tipo II. È caratterizzata dalla presenza di grasso in eccesso dalla
vita in su, presenta una tendenza ad accumulare grasso molto facilmente, ma
allo stesso tempo tende a bruciarlo con altrettanta facilità. Il soggetto in questione, si può
riconoscere attraverso il rapporto circonferenza vita/circonferenza fianchi che
risulta superiore a 0,81 nelle donne e superiore a 0,91 negli uomini.
Allenamento
raccomandato in questi casi :
Nel soggetto
a mela, l'allenamento mira a contrastare la produzione di cortisolo con la
secrezione di testosterone, per questo motivo, considerando il primo picco di
testosterone riscontrabile intorno alle 7 di mattina, è preferibile allenarsi
di buon'ora.
Eseguire
sedute di allenamento non eccessivamente intense e di durata non troppo lunga
(parte centrale di durata max 35-40 min), infatti a 60-80 min di allenamento
cessa la produzione di testosterone, nonché aumentando lo stress aumenta la
produzione di cortisolo.
Suddividere
le sedute di allenamento in 2 parti: parte superiore (petto, dorso, spalle,
braccia, addome), o in ordine centrifugo (partendo del centro verso la
periferia) oppure ideale in circuito (in questo caso esercizi alternati alle cardio);
La parte
inferiore da allenare con classico allenamento di bonificazione e
potenziamento.
Attenzione, considerando 3 sedute settimanali, buoni
risultati si ottengono eseguendo tali allenamenti con rapporto parte
superiore/inferiore di 2:1 alternati, cioè 1° superiore, 2° giorno inferiore,
3° giorno superiore.
Il biotipo a pera soffre di obesità ginoide: caratterizzata
dalla presenza di grasso in eccesso dalla vita in giù, ed è generalmente
associato a difficoltà nella circolazione periferica e nel ritorno venoso. Il
soggetto ginoide ha grande difficoltà a bruciare il grasso in eccesso. Si riconosce
dal rapporto circonferenza vita/circonferenza fianchi che risulta inferiore a
0,81 nelle donne e inferiore a 0,91 negli uomini.
Allenamento raccomandato in questi casi :
Importantissimo tenere presente che, chi manifesta una
obesità ginoide, soffre di cellulite e problemi circolatori (capillari in
superficie) .
Bisogna evitare
allenamenti eccessivamente intensi per gli arti inferiori nelle prime settimane
di allenamento, in quanto la regione della coscia, per i motivi circolatori, risente
molto degli allenamenti.
Evitare esercizi che
portano alla chiusura prolungata delle vene degli arti inferiori e al ristagno
venoso (es: squat, affondi, bike classica)
Evitare esercizi come la corsa sul tappeto, visto che il
soggetto a pera è generalmente caratterizzato da fragilità capillare.
Suddividere gli allenamenti in parte inferiore e parte
superiore: per la parte inferiore da ottimo risultati l’allenamento contro
ristagno (dal basso verso l’alto quindi dai polpacci fini ai glutei) poiché in
questo modo si agevola la piccola circolazione degli arti inferiori a vincere
la forza di gravità; per la parte superiore invece un classico allenamento di
tonificazione e potenziamento.
Molto importanti e utili per bilanciare la figura, sono gli
esercizi per i pettorali con le macchie e le croci su panca alta, dal momento
che la linea seno segue quella del muscolo pettorale. In questo modo si
ottengono buoni risultati estetici aumentando la parte alta del petto che nella
maggior parte dei soggetti ginoidi risulta scarna.
venerdì 2 dicembre 2011
Water retention, yes or no ??
Many women complain of heavy legs, swollen, or simply too thick for their beauty canon.Let's start first by the body biotype . The women
are predominantly a gynoid biotype (pear-shape body) whose
characteristics are: an adipose tissue distribution mainly
on the lower half of the body, the basin's circumference is largest than the shoulder's , they tend to burn little fat, in general, a waist / hip ratio <0.78.This
fat distribution is because of female hormones and persists until menopause. After this age the female adipose tissue increases in
the upper body too and becomes similar to a male
(Android biotype). That's why is called gynoid biotype.This pear shape is not only women' s body type, there are also males , unfortunately.The
apple shape, is a typical male body type, but there are also
women : waist slightly marked, characterized by the
fat accumulation in the neck, shoulders, arms, breasts, chest, lower
back, abdominal area, above the navel, waist / hip ratio greater than 0.80.Values between 0.95 and 1 expresses a pathological distribution of adipose tissue. For living healthy and long life the woman must always belong to gynoid biotype at any age, having a waist / hip ratio value less than 0.80.Now turn back to water retention.The thigh' s volume consists of: bone, muscle, fat, water and skin. To minimize the circumference must work on the fat and the 'extracellular water. The extracellular water 'excessis is nothing more than water retention.It
's very easy and quick to see if we have the water retention by doing this: press your finger on the tested surface for 4-5 seconds and see if it forms or not a clear halo. The more clear the halo is, the more water retention we have. For low water retention percentage, the halo disappears immediately
(longer stays, highest water percentage we have).If there is not a clear halo means that we don't have water retention.Water
retention can be fought by consuming less salt, drinking cleansing herbal tea , draining massage and lots of physical activity.
How much can we grow thin ??
An important index of our body structure is the circumference of the wrist.
There are 3
categories ( women )
- Long-limbed stature ( circumference
within 14 cm.)
- Normal stature ( 14-18 cm
circumference.)
- Short-stature ( circumference over
18 cm.)
2 persons
of the same height, but with a different wrist’ s circumference can reach a different ideal theoretical weight. This is much closer to reality than that of the BMI.
The formula
( for women ) is:
- Wrist within 14 cm.
ideal weight
= 68 x height (m.) – 61
- Wrist 14 -18 cm.
Ideal weight
= 68 x height (m.)- 58
- Wrist over 18 cm.
Ideal weight
= 68 x height (m.) – 51.5
As you can
notice, between a long-stature person and a short-stature
person, both having the same height ,the
difference can reach 9.5 Kg.
The right
mode to measure the wrist’ s circumference :
The
subject stand-up , straight forearm, with the hand’ s palm to top. The musculature is relaxed.
The
measurement place is under the radio’ s and ulna’s styloid processes , no compress the soft tissues ( see the pfoto
).
For
determine the morphology type we can
also use the formula :
morphology
= height (cm.)/wrist circumference (cm.)
They result
the same typologies( for women ):
a) more of
10.9 = long-limbed structure
b) 9, 9-
10.9 = normal structure
c) less
than 9.9 = short-statured
So that
before establishing the objectives of loss of weight it must consider our
limits.
mercoledì 30 novembre 2011
Quanto possiamo chiedere al nostro fisico di dimagrire ????
Un indice
importante dei nostri limiti fisici è la circonferenza del polso.
Si possono inquadrare
in 3 categorie (donne) :
-
Longilineo
(circonferenza entro 14 cm.)
-
Normolineo
(circonferenza 14-18 cm.)
-
Brevilineo
( circonferenza oltre 18 cm.)
2 persone
della stessa altezza, ma con una circonferenza del polso diversa possono
raggiungere un peso ideale teorico diverso. E’ un indice più preciso di quello dell’ indice di massa
corporea.
La formula
di calcolo (per le donne) è :
-
Polso
entro 14 cm.
Peso = 68 x altezza (m.) – 61
-
Polso
14 -18 cm.
Peso = 68 x altezza (m.) - 58
-
Polso
oltre 18 cm.
Peso = 68 x altezza (m.) – 51,5
Come
possiamo notare, la differenza puo’ arrivare
fino a 9.5 Kg. Tra una persona longilinea e una brevilinea.
Come si
misura la circonferenza del polso :
Il soggetto
in piedi con l’ avanbraccio retto e con il piano ella mano rivolto verso l’
alto. La muscolatura è rilassata.
La
misurazione si fa sotto i processi stiloidei del radio e dell’ ulna, senza
comprimere i tessuti molli (come nella foto).
Per
determinare la morfologia possiamo usare anche la formula :
morfologia =
altezza (cm.)/circonferenza polso (cm.)
Risultano le
stesse tipologie (per donne) :
a) più di
10,9 = longilineo
b) 9,9- 10,9
= normolineo
c) meno di
9,9 = brevilineo
Quindi prima
di stabilire gli obiettivi di dimagrimento teniamo in considerazione i nostri
limiti.
martedì 29 novembre 2011
Il grande affare del dimagrimento
Fa parte
oramai del quotidiano leggere ovunque, giornale o rivista, articoli che
propongano il tema delle diete.
Il business del dimagrimento ha prodotto diete
di ogni tipo: diete raramente corrette e equilibrate il più delle volte assurde
e contraddittorie. Questa regressione ha causato spesso lo sviluppo di diete mal gestite tese
all’immediato traguardo del dimagrimento e quasi mai, invece, alla nascita di un modello di educazione
alimentare e comportamentale che resta l’unica via percorribile per prevenire i
rischi dell’aumento ponderale.
Purtroppo a
quegli obesi che vorrebbero delegare ai farmaci quanto non è loro consentito
dalla pigrizia e dalla cattiva volontà va chiarito che i medicinali oggi disponibili non
possono risolvere davvero il complesso problema dell’obesità.
Per il
trattamento dell’ obesità sono 2 categorie di medicinali :
-
il
cui principio agisce bloccando le lipasi pancreatiche ed impedisce l’assorbimento
di circa il 30% del grasso contenuto nella dieta
-
il
cui principio agisce a livello del sistema nervoso centrale inducendo del senso
di sazietà e l'incremento del dispendio energetico ( fa bruciare più calorie)
Nessuno dei
2 deve essere considerato come la soluzione al problema del sovrappeso.
La maggior
parte delle persone, infatti, dopo essere dimagrite durante il periodo di
trattamento farmacologico, una volta sospesa la terapia riacquistano il peso
perduto, senza parlare dei numerosi effetti collaterali che questi farmaci
hanno sull’organismo.
Occorre quindi,
ricordare che vanno sempre utilizzati sotto controllo medico nell'ambito di
interventi generali che prevedano anche una dieta ipocalorica e un programma di
attività fisica per brevi periodi di tempo al fine di abituare il paziente a
ridurre il consumo di cibo.
Gli altri
rimedi in commercio o sono quasi del tutto inutili perché privi di documentata
attività (tisane e prodotti di erboristeria) o mancano di prove scientifiche in
quanto fanno perdere solo acqua (diuretici) o la massa proteica piuttosto che
quella grassa (estratti tiroidei) oppure contribuiscono solo a fronteggiare la
stipsi più che la fame (crusca e fibre varie) o si limitano a fornire un
ridotto quantitativo di calorie per confezione (sostituti dei pasti).
La chirurgia
estetica è un' altra soluzione (molto più costosa), ma altre tanto poco duratura perché le cellule staminali (in
questo caso quelle di grasso) fanno il loro lavoro : quello di rigenerarsi e
quindi il grasso si riforma, se dopo l’ intervento si torna alle vecchie
abitudini alimentari e stile di vita.
La verità è
una sola : serve diminuire la quantità
di cibo e aumentare l’ attività fisica.
Di solito si
tenta di diminuire troppo drasticamente la quantità di cibo e il corpo si
ribella, è una reazione normale. Se una persona passa da 2000 kcal a 1200 kcal
(non bisogna mai scendere sotto) provoca una reazione spiacevole. La fame è
frustrante, per non parlare della reazione del metabolismo che comanda l’ interruttore
consumo/accumulo
sull’ accumulo e NON SI DIMAGRISCE !!.
Aumentare
invece l’ attività fisica e diminuire il cibo di solo 300 kcal. si riesce a
gestire bene tutto (il fisico e la psiche). Tutto è molto più facile a
condizione di farlo non per 1-2 mesi aspettandosi a dei risultati
immediatamente visibili, ma come normalità di tutti i giorni.
sabato 26 novembre 2011
Il nuoto in gravidanza
Visto che l’
argomento è sia molto delicato e molto vasto, cercherò di abbordarlo con
cautela e non fare la sapientona.
Sarebbe consigliabile che ogni madre in procinto di
affrontare una gravidanza, consultasse un medico prima di iniziare qualunque
attività fisica.
In caso di
assoluta normalità ogni donna dovrebbe essere non soltanto autorizzata, ma
motivata e incentivata a svolgere attività fisica sia prima, sia durante, sia
dopo la gravidanza.
La parola d’
ordine nell’ attività fisica in gravidanza dovrebbe essere la moderazione, visto
che un'attività fisica eccessiva da parte della madre potrebbe consumare troppo
ossigeno e nutrimento, causando una riduzione dell'afflusso di sangue alla
placenta, un ridotto apporto di glucosio o una situazione di ipertermia del
feto.
Di solito si
consiglia di effettuare attività fisica nei momenti freschi della giornata,
cercando di reintegrare bevendo molto, l'acqua che si espelle con la
traspirazione.
Si può
affermare che il nuoto, ed il lavoro in piscina in genere, rappresenta
l'attività più consigliata .
Nuotare con
regolarità in gravidanza rappresenta uno strumento valido per migliorare la
qualità del sonno e facilitare il rilassamento; ed il riposo rappresenta un
fattore estremamente importante non solo per un qualsiasi individuo nella vita
di ogni giorno, ma anche ed in
particolare per una donna in gravidanza.
Nella mamma,
l'acqua favorisce il rilassamento e l'isolamento da stimoli esterni,
facilitando un maggior contatto con la sua parte più intima ed aiuta la
gestante a tralasciare la componente razionale e ad abbandonarsi al proprio
istinto.
L’ attività
fisica svolta in gravidanza riduce la percezione del dolore durante il
travaglio, grazie alla secrezione costante e per tutto il periodo della
gestazione, di beta-endorfine, sostanze in grado di innalzare la soglia
personale di tolleranza al dolore.
L'aumento di
massa corporea rappresenta un sovraccarico progressivo nel caso di attività
fisiche come camminare, correre o salire le scale. La capacità di muoversi
della donna si riduce e si verifica un cambiamento nel centro di gravità
corporeo, con un'accentuazione della lordosi ed uno sbilanciamento in avanti.
Si sottolinea e si ricorda che questa situazione, associata al rilassamento dei
tessuti e ad una maggiore debolezza delle articolazioni, espone al rischio di
traumi.
Il lavoro in
acqua, praticato con la dovuta moderazione, permette di evitare simili
complicanze.
venerdì 25 novembre 2011
Un modo facile e veloce per verificare se abbiamo ritenzione idrica
Molte donne
si lamentano di avere gambe pesanti, gonfie o semplicemente troppo grosse
rispetto alle loro esigenze di bellezza.
Partiamo per
prima dalla biotipologia del corpo. Le donne hanno prevalentemente una
biotipologia ginoide (corpo a forma di pera) le cui caratteristiche sono : una
distribuzione del tessuto adiposo prevalentemente a carico della metà inferiore
del corpo accanto ad una accentuazione della struttura ossea del bacino
rispetto alle spalle, tendono a bruciare poco grasso, In generale un rapporto vita/fianchi < 0,78.
Questa
distribuzione adiposa è sotto l’influenza degli ormoni femminili e persiste
nella donna fino alla menopausa, età a partire dalla quale il tessuto adiposo
aumenta nella parte superiore del corpo
e conferisce una ripartizione simile a quella dell’uomo (Biotipo Androide). Per
questa motivazione il biotipo ginoide è detto ormonale.
Questa forma
a pera non è esclusivamente femminile, ci sono anche maschi con questa
corporatura, purtroppo.
La forma a
mela, invece è caratteristica tipica maschile, ma ci sono anche donne con
questa tipologia corporea : punto vita poco marcato, caratterizzato
dall’accumulo di grasso nel collo, spalle, braccia, seno, torace, zona lombare,
zona addominale, sopra l’ombelico, rapporto
vita/fianchi superiore a 0,80.
Valori
superiori a 0.95 ed oltre il valore di 1 esprimono una patologica ripartizione
del tessuto adiposo. . La donna per vivere in salute e a lungo deve appartenere
sempre ad ogni età al biotipo ginoide con valore inferiore a 0.80.
Adesso
torniamo ala ritenzione idrica.
Il volume
della coscia è composta da : ossa, muscolo, grasso, acqua e pelle. Per
minimizzarle la circonferenza bisogna lavorare sullo strato di grasso e l’
acqua extracellulare. L' eccesso di acqua extracellulare non è altro che
ritenzione idrica.
E’ molto
facile e veloce vedere se abbiamo le ritenzione idrica facendo così : tenere
premuto un dito sulla superficie da verificare per 4-5 secondi, dopo di che
vedere se rimane un alone più chiaro e in quanto tempo sparisce (più a lungo
rimane, più percentuale di acqua in eccesso abbiamo).
Se non
rimane alcun alone significa assenza di ritenzione idrica.
La
ritenzione idrica si combatte consumando meno sale possibile, bevendo tisane
depurative, con massaggi drenanti e
tanta attività fisica .
Ho aperto anche il forum con lo stesso nome:
http://www.dimagrimenti-in-corso.2310063.n4.nabble.com/
Ho aperto anche il forum con lo stesso nome:
http://www.dimagrimenti-in-corso.2310063.n4.nabble.com/
Dimagrimento eccessivo
Essere
magro grasso è relativo e c’ entra poco
con il peso. Il fatto che la massa magra (ossa e muscoli) hanno un peso
specifico maggiore non è una novità.
Molte
ragazze prendono come esempio le modelle alte oltre 1,8 m, che indossano una
taglia 40 o addirittura una 38. A questa taglia corrisponde più o meno un
indice di massa corporea intorno a 18 (NORMOPESO), che non significa assolutamente
pesare 40 chili come si potrebbe credere. In generale una donna alta 1,8 m ha
anche uno scheletro proporzionato e un 39-40 di piede, quindi non può pesare 40
chili.
Hanno un
bassissimo percentuale di grasso corporeo, ottenuto co mezzi più o meno leciti.
Non sono molti chili in più che li distingue dalla normalità. Una donna alta
1,8 m che indossa una taglia 42-44 è assolutamente normale (SE GENETICAMENTE LO
è). Qui si tratta di COSTITUZIONE.
Bisogna
tenere in considerazione il lato genetico. Forzare il corpo a dimagrire oltre
il suo limite naturale porte a seri danni metabolici.
Se poi il
dimagrimento diventa patologico, quando solo la magrezza diventa l’ unico punto
forte, le cose si complicano ancora di più.
Dire che la
colpa sia la moda è un pò esagerato. Bisogna cercare la causa altrove, perché non penso
che tutti quelle che soffrono di anoressia vogliono fare le modelle. E vero che
la maggioranza sono ragazze, ma ci sono anche ragazzi a soffrire di questa
patologia. L’ anoressia è un problema serio, difficile da risolvere. Teniamo conto
che il 20% dei malati gravi muore !!!
I modelli,
quelli di vita, bisogna cercarli in famiglia, a scuola, nelle amicizie giuste.
Il
dimagrimento eccessivo può “accadere” anche alle donne oltre i 40 anni. A
questa età perdere 10 chili trasforma la pelle in un vestito di 2 taglie più
grande, flaccida sulla pancia e sulle gambe, e il seno svuotato. Se questi chili
di grasso non sono sostituiti da massa muscolare, l’ effetto sarà quello sopra
descritto. Lo stesso vale anche per il viso e collo.
Fattevi un
serio analisi prima di decidere quanto e come dimagrire !!!
La cosa ideale è mantenersi in forma con lo sport. Guardate il risultato !!
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