mercoledì 7 dicembre 2011

Gli integratori, veramente utili ?? prima parte


Un’alimentazione bilanciata, che prevede quindi un adeguato apporto calorico necessario per far fronte al dispendio energetico che si ha nella pratica sportiva, è sufficiente a soddisfare i fabbisogni nutrizionali. La condizione è però che si tratti di un’alimentazione varia, cioè composta non solo da proteine, il cui fabbisogno è sicuramente superiore ma anche da carboidrati, lipidi, fibre, sali minerali e vitamine.
Per quanto riguarda le proteine, per un adulto in buono stato di salute, la quantità giornaliera da assumere è di 1 - 1,5 g per kg di peso corporeo, ma chi pratica sport necessita di un introito proteico maggiore che può arrivare sino ad un massimo di 2 g per kg di peso corporeo per gli atleti agonisti.
Per quanto riguarda gli integratori di proteine tanto diffusi in ambito sportivo l’uso è da farsi sempre dietro consiglio di un medico o di uno specialista che deve valutare attentamente la reale necessità di tale integrazione. Infatti se è certa la loro povertà nutrizionale, in quanto possiedono un alto contenuto di proteine ma sono privi di tutti quei componenti come vitamine e minerali che si trovano negli alimenti, è possibile che questi prodotti interferiscano con i normali processi digestivi. Non è da trascurare, infatti, l’alto contenuto di grassi che accompagnano gli alimenti ricchi di proteine.
E’ opportuno, inoltre, sottolineare che apporti proteici superiori (siano essi derivanti dalla dieta o dall’integrazione alimentare) non incrementano ne la prestazione fisica, ne la massa muscolare. In realtà quello che accade è che, inizialmente si ha una relazione lineare tra le proteine introdotte e la sintesi proteica e quindi l’aumento delle dimensioni muscolari, ma in un secondo momento, cioè quando la concentrazione delle proteine introdotte raggiunge livelli discreti, una sovrabbondanza viene ossidata con l’eliminazione di ammoniaca attraverso i reni che devono quindi lavorare maggiormente per eliminare l’eccesso di azoto contenuto nelle proteine. Questo è anche il motivo per cui il consumo di integratori proteici è controindicato in soggetti con insufficienza renale e/o epatica.
Gli integratori aminoacidi.
Tra gli aminoacidi presenti in tali integratori si possono citare la valina e la leucina, aminoacidi a catena ramificata (BCAA), che vengono direttamente utilizzati dai muscoli a differenza degli altri il cui metabolismo avviene nel fegato. Questi integratori potrebbero trovare un utilizzo negli allenamenti lunghi e intensi ma anche in quelli di forza e resistenza in quanto l’organismo catabolizza prontamente gli aminoacidi all’interno delle fibre muscolari per far fronte al fabbisogno energetico Nel campo sportivo è di ampia diffusione il consumo di un derivato di tipo aminoacido, la creatina.
La creatina è un composto utilizzato per fini energetici a livello muscolare ed il cui fabbisogno è di 2 g/die.
Il suo utilizzo è reintegrato sia da una sintesi a livello pancreatico renale ed epatico sia dall’apporto alimentare. Per quanto riguarda gli alimenti è presente in quelli di origine animale ma il fabbisogno è soddisfatto dalla sola sintesi endogena anche nel caso di una dieta vegetariana per cui resta ancora poco comprensibile il motivo per cui si consiglierebbero agli atleti elevate dosi giornaliere di tali integratori, cosa assai più bizzarra se si considera che essi tendono già ad introdurre quantità elevate di proteine con l’alimentazione. Sull’innocuità di tale integratore c’è da dire che sussistono pareri ancora troppo controversi e discordanti per cui si sconsigliano sovradosaggi e assunzioni prolungate; teoria maggiormente supportata se si valuta che un dosaggio di 20 - 25 g al giorno (equivalente a 12 kg di carne) può addirittura inibire la produzione endogena di creatina.

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