Un’alimentazione
bilanciata, che prevede quindi un adeguato apporto calorico necessario per far
fronte al dispendio energetico che si ha nella pratica sportiva, è sufficiente
a soddisfare i fabbisogni nutrizionali. La condizione è però che si tratti di
un’alimentazione varia, cioè composta non solo da proteine, il cui fabbisogno è
sicuramente superiore ma anche da carboidrati, lipidi, fibre, sali minerali e
vitamine.
Per quanto
riguarda le proteine, per un adulto in buono stato di salute, la quantità
giornaliera da assumere è di 1 - 1,5 g per kg di peso corporeo, ma chi pratica
sport necessita di un introito proteico maggiore che può arrivare sino ad un
massimo di 2 g per kg di peso corporeo per gli atleti agonisti.
Per quanto
riguarda gli integratori di proteine tanto diffusi in ambito sportivo l’uso è
da farsi sempre dietro consiglio di un medico o di uno specialista che deve
valutare attentamente la reale necessità di tale integrazione. Infatti se è
certa la loro povertà nutrizionale, in quanto possiedono un alto contenuto di
proteine ma sono privi di tutti quei componenti come vitamine e minerali che si
trovano negli alimenti, è possibile che questi prodotti interferiscano con i
normali processi digestivi. Non è da trascurare, infatti, l’alto contenuto di
grassi che accompagnano gli alimenti ricchi di proteine.
E’ opportuno,
inoltre, sottolineare che apporti proteici superiori (siano essi derivanti
dalla dieta o dall’integrazione alimentare) non incrementano ne la prestazione
fisica, ne la massa muscolare. In realtà quello che accade è che, inizialmente
si ha una relazione lineare tra le proteine introdotte e la sintesi proteica e
quindi l’aumento delle dimensioni muscolari, ma in un secondo momento, cioè quando
la concentrazione delle proteine introdotte raggiunge livelli discreti, una
sovrabbondanza viene ossidata con l’eliminazione di ammoniaca attraverso i reni
che devono quindi lavorare maggiormente per eliminare l’eccesso di azoto
contenuto nelle proteine. Questo è anche il motivo per cui il consumo di
integratori proteici è controindicato in soggetti con insufficienza renale e/o
epatica.
Gli
integratori aminoacidi.
Tra gli
aminoacidi presenti in tali integratori si possono citare la valina e la
leucina, aminoacidi a catena ramificata (BCAA), che vengono direttamente
utilizzati dai muscoli a differenza degli altri il cui metabolismo avviene nel
fegato. Questi integratori potrebbero trovare un utilizzo negli allenamenti
lunghi e intensi ma anche in quelli di forza e resistenza in quanto l’organismo
catabolizza prontamente gli aminoacidi all’interno delle fibre muscolari per
far fronte al fabbisogno energetico Nel campo sportivo è di ampia diffusione il
consumo di un derivato di tipo aminoacido, la creatina.
La creatina
è un composto utilizzato per fini energetici a livello muscolare ed il cui
fabbisogno è di 2 g/die.
Il suo
utilizzo è reintegrato sia da una sintesi a livello pancreatico renale ed
epatico sia dall’apporto alimentare. Per quanto riguarda gli alimenti è
presente in quelli di origine animale ma il fabbisogno è soddisfatto dalla sola
sintesi endogena anche nel caso di una dieta vegetariana per cui resta ancora
poco comprensibile il motivo per cui si consiglierebbero agli atleti elevate
dosi giornaliere di tali integratori, cosa assai più bizzarra se si considera
che essi tendono già ad introdurre quantità elevate di proteine con
l’alimentazione. Sull’innocuità di tale integratore c’è da dire che sussistono
pareri ancora troppo controversi e discordanti per cui si sconsigliano
sovradosaggi e assunzioni prolungate; teoria maggiormente supportata se si
valuta che un dosaggio di 20 - 25 g al giorno (equivalente a 12 kg di carne)
può addirittura inibire la produzione endogena di creatina.

Nessun commento:
Posta un commento